Ho scritto questo post, giorni fa, nella casa in campagna
dove andavamo da piccole, niente connessione internet o altro che potesse
stimolare la mia fantasia, niente wedding blog indi zero spunti (pensavo).
L’esperienza di essere offline ha generato in me una
riflessione…
Quanto è importante la dimensione della spettacolarità in un
evento come il matrimonio? Parlo del desiderio di stupire il nostro parterre con mirabolanti entrate in scena a
cavallo, a bordo di una barca a remi oppure servendo 15 portate…
Che cosa rimane poi di tutto questo? Cosa ricordano gli invitati di tutto questo?
Forse l’ardua discesa di lei dal cavallo o il desiderio di
non sentir parlare di cibo per i successivi 3 mesi, bene.
Quello che vorremmo rimanesse veramente non sono forse i
sorrisi, la goliardia degli amici, la genuinità degli sposi?
Giorni fa, una mia amica prossima alle nozze, alle mie
incalzanti domande su catering, vestito, invitati e partecipazioni… ha
risposto: “ a questo punto non so più se ho fatto le cose giuste, la scelta più
giusta è sicuramente lui, il resto… speriamo bene!”
Ecco, questo intendevo. Nella preparazione di un matrimonio occorre
tenere fissi gli occhi sull’obiettivo cioè l’altro.
Il resto… il lavoro di wedding planner, zie e mamme ansiose,
seppur imprescindibile, è secondario.
Lo stupore a volte nasce dalle cose più semplici, solo che
non ci siamo più abituati.
Nessun commento:
Posta un commento